Commerce Everywhere … e il consumatore è sempre al centro

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…e il consumatore è sempre al centro

La convergenza tra commercio online e  store fisico richiede una strategia di digitalizzazione che parte dalla gestione coerente
dei contenuti alla conversazione con il consumatore.
Tra i due ambienti i social network che abbattono le barriere.

È ormai assodato che il mondo del retail è in piena trasformazione e la cosa certa è che non può più prescindere dalla realtò online.
La massiccia diffusione dei dispositivi mobili sta modificando il modo di fare acquisti dei consumatori, sempre più orientati a un approccio everywhere commerce, per cui i punti vendita si trovano a dovere offrire tutti i canali all’interno dello store per competere con i colossi dell’e-commerce.Il retailer deve necessariamente entrare in contatto con il consumatore attraverso qualunque device, ma è la gestione dei contenuti che rende efficace la comunicazione procurandol’engagement.
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È questo l`argomento trattato con Giuseppe Groaz, partner di Square Reply, la business unit di Reply che presidia il mondo Retail sul mercato italiano, fornendo non solo soluzioni IT, ma andando a intercettare i nuovi bisogni e lavorando sui processi: dal CRM, Customer Relationship Management al PIM, Product Information Management.
Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia, distributore ad alto valore aggiunto specializzato in soluzioni IT e nelle telecomunicazioni, ci ha invece illustrato le soluzioni IoT di Impinj, la società specialista nella produzione di tag e di antenne Rfid Gen2 in banda UHF, per la valorizzazione della customer experience in negozio, con la finalità di migliorare, nel contempo, la redditività dei punti vendita.

 

GIUSEPPE GROAZ partner di Square ReplayLa gestione dei contenuti è basilare
Oggi si assiste a una frammentazione eccessiva della comunicazione: dalle informazioni di prodotto, alle immagini, alle informazioni su packaging e logistica, ai profili aziendali e dei clienti. «Il primo passo – spiega Groaz – è rendere univoca questa mole di dati per poterla distribuire su tutti i canali interni ed esterni all’azienda. Si tratta di un processo fondamentale che qualsiasi azienda dovrebbe attuare, secondo la logica del PIM, Product Information Management, perché è la gestione dei contenuti che rende efficace la comunicazione».

Le informazioni possono poi essere erogate attraverso qualsiasi media: un cartellino, un’etichetta intelligente, il display di una bilancia, una cassa, un tablet, sia che si trovi in mano a un cliente sia a un addetto alla vendita.

Digitalizzare seguendo una strategia
Trasformare un punto vendita tradizionale in uno store digitale non è certo un problema. «Oggi – prosegue Groaz – c’è un surplus di offerta tecnologica, ma spesso si fa l’errore di non adottare una strategia. Molte realtà pensano di aver digitalizzato il negozio solo perché hanno realizzato un’app, che nel tempo, spesso, non viene aggiornata».
Un approccio di tipo strategico, invece, considera il punto vendita nella sua dimensione totale.
Si parte dalla vetrina, per il fashion è fondamentale ma per un supermercato praticamente non esiste. Quindi si passa ai touch point, che possono essere chioschi, tablet, l’etichetta stessa del prodotto, anche cartacea ma con QrCode, che contiene una serie di informazioni inerenti il prodotto incluse, per esempio, le recensioni di altri consumatori. E qui le informazioni si estendono alla sfera social andando a ingaggiare il consumatore one to one.
«La digitalizzazione – sottolinea Groaz –  deve sempre avvenire in un’ottica di convergenza tra il mondo fisico  e quello virtuale con l’obiettivo di creare scambio di valore tra il retailer e il consumatore. Per esempio, il traffico digital signage nella maggior parte dei casi può stimolare il consumatore, ma spesso non interagisce. È invece fondamentale mettersi in conversazione con il consumatore».

Selfie: il maggior fatturato potenziale
Farsi un selfie e condividerlo sui social prima di acquistare un capo di abbigliamento per avere pareri è diventato un rituale comune.
Il selfie è il momento del maggior fatturato potenziale in cui il consumatore è profondamente ingaggiato all’interno del negozio.  «Oggi – ci dice Groaz – la tecnologia consente di interagire con il consumatore proprio in quel particolare momento. Neiman Marcus, catena del lusso Statunitense, ha attivato una soluzione già un anno e mezzo fa, e non è la sola.
Purtroppo, però, rimangono esperienze isolate, progetti pilota che poi non si diffondono, spesso sono dei frammenti d`innovazione e tecnologia che non vengono inquadrati in una logica complessiva di contatto con il consumatore».

Il touchpoint diventa multibusiness                                      

reply 1 Un interessante progetto per interfacciarsi in modo diverso con il consumatore è il corner multibusiness adottato da Coop Alleanza 3.0. Si tratta di un punto di contatto molto forte posto all’interno del punto vendita per dare evidenza a tutte le sfaccettature del mondo cooperativo.
 Coop Alleanza 3.0 è la nuova realtà cooperativa frutto della fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Nord-Est. Con i suoi 2 milioni e 700 mila soci, è tra le più rilevanti realtà del sistema Coop, principale catena distributiva italiana e, insieme, grande organizzazione di consumatori. Il corner multibusiness segue una logica sia informativa, con palinsesti diversi per ogni punto vendita, sia dispositiva, consentendo di fare transazioni, come per esempio il prelievo di denaro e la stipula di contratti per l’erogazione di energia elettrica. Il progetto è stato portato avanti da più società specializzate nei diversi ambiti di competenza, tra le quali Square Reply con un’innovativa soluzione per la gestione dei contenuti digitali. 

 

 

EMILIANO PAPADOPULOS, di Alinet.Italia

EMILIANO PAPADOPULOS, di Alinet.Italia

Tecnologia IoT
al servizio del Retail

Tra la ricca offerta di tecnologia, l’Rfid sembra rivelarsi tra le soluzioni più flessibili e interessanti anche per il settore del retail.
«Il numero dei retailer che decidono di puntare sull’IoT integrando oggetti fisici con tag Rifd per renderli intelligenti e in grado di comunicare tra di loro, è in costante crescita” ci dice  Emiliano Papadopoulos di Allnet.Italia.
E aggiunge « Molti brand puntano sulla multicanalità, creando punti di contatto tra mondo virtuale e fisico, per permettere al consumatore di scegliere un prodotto on-line e passare a ritirarlo direttamente in negozio, a favore di una migliore marginalità complessiva».

Allnet.Italia ha deciso di puntare su Rain Rfid di Impinj, una piattaforma che offre un unico set integrato di hardware e software, composto da tag chip, reader e antenne, reader chip e software.
Un mix che permette di semplificare il processo di lettura dei tag Rfid e di intercettare informazioni, in tempo reale, sulla disponibilità dei prodotti e sulle preferenze dei consumatori.
AllnetItalia-impinj1La codifica dei singoli articoli con tag Rfid permette di tracciare la merce lungo tutta la filiera e di automatizzare l’invio dei prodotti dai centri di distribuzione ai punti vendita, a vantaggio della supply chain. È possibile un aggiornamento costante e in tempo reale dei prodotti stoccati in magazzino e di quelli presenti in negozio, a garanzia di scorte sempre calibrate e di una maggiore disponibilità della merce a scaffale, con una ricaduta positiva in termini di incremento delle vendite.
Rain Rfid contribuisce anche ad aumentare la permanenza dei clienti all’interno dello store, per mezzo dei tag che rendono possibile attivare display interattivi che comunicano con i consumatori, mappando anche i movimenti.
«Il valore aggiunto della piattaforma Rain Rfid – conclude Papadopoulos -è la possibilità di costruire soluzioni personalizzate in base alla tipologia di attività, non solo nel retail, ma anche in altri settori».

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